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LA CASSAZIONE E GLI STUDI DI SETTORE

Caro collega,
tra le sentenze della Cassazione che coinvolgono la nostra Professione…ti segnalo la numero 20414/2014. Ogni anno tutti noi siamo chiamati a presentare la dichiarazione dei redditi, cercando di “rientrare” nei parametri degli studi di settore. Insieme al nostro commercialista, ogni anno verifichiamo la nostra posizione, nella logica di evitare l’accertamento fiscale, posizionandoci all’interno di aree di congruità e coerenza.
Con la sentenza 20414/ 2014, la Corte di Cassazione ha affermato  invece che lo scostamento tra ricavi dichiarati e quelli prevedibili dagli studi di settore NON costituisce di per sé una grave incongruenza e, soprattutto, NON legittima l’Agenzia delle Entrate ad effettuare l’accertamento fiscale.
In questo senso, la sentenza in questione prende le distanze e non condivide la posizione della Amministrazione finanziaria, che tende a giustificare l’accertamento ogni volta che esista un disallineamento tra ricavi dichiarati e le risultanze degli studi di settore (indipendentemente dalla entità dello scostamento…).
Questo orientamento della Corte di Cassazione indica una particolare attenzione alle difficoltà economiche delle professioni, mettendo un punto a nostro vantaggio nei confronti della applicazione standard di uno strumento “particolare” come lo studio di settore. Cosa dire? Grazie …Cassazione ! 
Dott.Stefano Almini
Presidente Cao
 Leggi la sentenza della Cassazione 20414-2014