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ECOSALUTE 12_Come difendersi dal Radon

ECOSALUTE 12_Come difendersi dal Radon

ECOSALUTE n. 12- 20 Maggio 2026

Buonasera Visitatore

COME DIFENDERSI DAL RADON
(a cura di Gianpiero Cassina)

Il Radon (Rn) è un gas nobile naturale, privo di colore, odore e sapore; i suoi prodotti di decadimento radioattivi non gassosi (particelle alfa), attaccandosi al particolato atmosferico dell’ambiente, penetrano in profondità nell'apparato respiratorio irraggiando in particolare le cellule dei bronchi. Rappresenta la seconda causa di rischio per il cancro del polmone(1). Secondo l’OMS ogni concentrazione di Rn superiore a 100 Bq/m³ aumenta il rischio di cancro ai polmoni del 16% per ogni 100 Bq/m³. La combinazione con il fumo di tabacco aumenta esponenzialmente (fino a 25 volte) il rischio di cancro(2).

L’Italia è uno dei paesi con la più alta concentrazione di Radon al mondo, con i valori massimi registrati nelle aree prealpine e preappenniniche, dove le rocce sono prevalentemente costituite da graniti nelle prime e tufo nelle seconde. Si stima che non meno di 800.000 edifici abbiano livelli di radon superiori a 300 Bq/m³, soglia oltre la quale è necessario un intervento di mitigazione(3). L’esposizione al Rn è responsabile secondo l’ISS di oltre 3000 casi di tumore polmonare ogni anno(4).

Gli interventi di sigillatura per l’efficientamento energetico possono raddoppiare le concentrazioni di Rn. Le principali fonti del gas Radon negli edifici sono: il suolo, i materiali da costruzione, l’acqua e l’aria.

L’Italia ha adottato le direttive europee 2013/59/EURATOM tramite il decreto legislativo 101/2020 e il decreto correttivo n. 203/2022. il Decreto 23 giugno 2022 n. 256, che stabilisce i criteri ambientali minimi per le costruzioni, imponendo soluzioni di mitigazione e controllo del Radon. Dal 1.1.2025, è necessario assicurare all’interno dei fabbricati i 200 Bq/m³; il tecnico incaricato alla progettazione delle opere edili deve applicare i criteri costruttivi necessari per prevenire l’ingresso del gas Radon negli immobili, dandone conferma nella relazione tecnica e nei particolari esecutivi. Se, al termine della nuova costruzione, le misure tecniche previste in fase di progettazione non garantiscono concentrazioni inferiori a 200 Bq/m³ dovrà intervenire un esperto qualificato in interventi di risanamento.I principali punti di ingresso dell’aria carica di Rn negli edifici sono le aperture, le fessurazioni, i giunti e le superfici particolarmente permeabili. Essendo un gas più denso dell’aria, il Radon tende a concentrarsi maggiormente negli ambienti a diretto contatto con il terreno come cantine, seminterrati, taverne e garage poco ventilati, anche se i moti convettivi, noti come effetto camino, possono trasportarlo ai piani superiori. Inoltre, gli interventi di miglioramento energetico, rendendo gli edifici più sigillati, possono favorire l’aumento delle concentrazioni.

Il Piano Nazionale Radon 2023-2032 (DPCM 11 gennaio 2024) si integra con le politiche di risparmio energetico e miglioramento della qualità dell’aria indoor, promuovendo campagne informative a livello nazionale e locale per aumentare la consapevolezza sui rischi del Radon e le pratiche di mitigazione. Tra gli obiettivi specifici del piano, oltre alla riduzione del Radon negli edifici esistenti con livelli superiori ai 300 Bq/m³, vi sono l’obiettivo di garantire che i nuovi edifici costruiti dopo il 31 dicembre 2024 abbiano concentrazioni inferiori ai 200 Bq/m³, in linea con le raccomandazioni dell’OMS, e quello di ridurre la concentrazione di radon del 50% in almeno la metà delle abitazioni del patrimonio di edilizia residenziale pubblica nelle aree prioritarie.

Tecniche di mitigazione per gli edifici esistenti

E' consigliabile privilegiare le tecniche di intervento a livello del contatto suolo-edificio. Esempi includono la depressurizzazione attiva o passiva del vespaio o la realizzazione del cosiddetto pozzetto-radon. Queste soluzioni sono ampiamente adottate e non comportano una complessità tecnica significativa.

In assenza di vespaio aerato si può ricorrere a membrane antiradon, in grado di ridurre la concentrazione del gas nei locali di oltre 10 volte. La prima prevenzione è comunque la costante areazione dei locali nei quali è riconosciuta la sua presenza. Si consiglia la determinazione del radon in particolare se si intendono abitare seminterrati e taverne. La misura diretta della concentrazione di radon nell’aria interna agli edifici (indoor) è il modo più affidabile, nonché semplice ed economico, per quantificare la presenza di radon in essi. I dispositivi più diffusi con cui si misura la concentrazione media di radon per lunghi periodi sono costituiti da rivelatori a tracce che sono rese visibili a microscopio tramite un trattamento di sviluppo chimico effettuato in laboratorio. Dal conteggio delle tracce si risale alla concentrazione media di radon nel periodo di esposizione del rivelatore. È raccomandabile avvalersi di laboratori accreditati. Le ARPA oltre che il Servizio Radon dell’Istituto di Radioprotezione dell’ENEA forniscono su richiesta (generalmente a pagamento) un servizio di misura di radon basato su questi rivelatori.

 

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Bibliografia

  1. Fondazione Veronesi: https://share.google/4dn14x32KWCYzuDVn
  2. Fonte IARC-OMS (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità)
  3. Ediltecnico: https://ediltecnico.it/gas-radon-cosa-cambia-nuove-costruzioni-dal-1-gennaio-2025/
  4. ISS: https://share.google/L7yTBevrlSCqKZr1O

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