LESIONI NON TRAUMATICHE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI E AMBIENTE DI LAVORO
(a cura di Gianpiero Cassina)
La cuffia dei rotatori è una struttura fondamentale per il funzionamento della spalla, costituita dai tendini di quattro muscoli che originano dalla scapola e si inseriscono sulla testa dell’omero. Le patologie che coinvolgono la cuffia dei rotatori sono condizioni che possono causare notevole disabilità nella funzionalità della spalla. La sindrome della cuffia dei rotatori può variare dalla tendinite a lesioni più gravi: conflitto subacromiale, infiammazione, tendinopatia calcifica, lesioni parziali o complete dei tendini della cuffia.
Le lesioni della cuffia dei rotatori sono tra le patologie muscoloscheletriche più comuni in tutto il mondo, spesso richiedono un intervento chirurgico per ripristinare la funzione della spalla, determinando elevati costi sanitari e sociali.
L’incidenza riportata delle lesioni della cuffia dei rotatori varia dal 5% al 40% e la prevalenza aumenta con l’età sino ad arrivare al 51% nei pazienti con età superiore a 80 anni1
In uno studio su una popolazione giapponese2 il 20,7% delle 1.366 spalle presentava lesioni della cuffia dei rotatori, di cui il 16,9% in soggetti asintomatici. La prevalenza aumentava con l'età ed era maggiore nei maschi e al braccio dominante di soggetti impegnati in lavori pesanti. L’assenza di sintomatologia era correlata con un interessamento del lato non dominante, con la negatività di segni di impingement subacromiale, e con la presenza di una buona funzionalità del deltoide e dei muscoli periscapolari.
Le lesioni della cuffia dei rotatori rappresenta uno tra gli argomenti prioritari per il Sistema Sanitario Nazionale per i suoi costi. Dal 2001 al 2014 sono stati effettuati in Italia 390.001 interventi di riparazione della cuffia dei rotatori, con un tasso di 62,1 interventi all’anno per ogni 100.000 abitanti3.
Quanto alla patogenesi si tratta di una patologia da usura accelerata dal sovraccarico muscolare: movimenti ripetitivi contro resistenza e/o attività svolta con postura sovra-equatoriale delle braccia4-8.
L’impingement (conflitto subacromiale) è spesso il primo stadio della sindrome della cuffia dei rotatori ed è causato dall’aumento dell’attrito dei tendini in particolare del sovraspinato, per il restringimento dello spazio fra la testa omerale e l’acromion. Rappresenta una condizione favorente la struttura acromiale di tipo 2 (curva) e soprattutto di tipo 3 (uncinata). Rappresentano ancora fattori favorenti le lesioni della cuffia dei rotatori le malattie metaboliche e l’abitudine tabagica.
La malattia professionale
Le tendinopatie della cuffia dei rotatori sono tabellate come malattie professionali nella nuova tabella di cui al D.M. 10-10-2023 sotto la voce “Lavorazioni, svolte in modo abituale e sistematico, che comportano a carico della spalla movimenti ripetuti con mantenimento prolungato di posture incongrue e impegno di forza”.
La tabellazione implica per costante Giurisprudenza di Cassazione che in presenza delle condizioni espositive enunciate la patologia debba ritenersi ad eziologia professionale tranne che possa essere con certezza ravvisato l'intervento di un fattore estraneo all’attività lavorativa, che sia di per sé sufficiente a produrre l'infermità nella forma in atto, tanto da far degradare altre evenienze a semplici occasioni.
Ancora per costante Giurisprudenza vale il principio fatto proprio dall’INAIL per cui nel caso in cui risulti accertato che gli agenti patogeni lavorativi siano dotati di idonea efficacia causale rispetto alla malattia diagnosticata, quest’ultima dovrà essere considerata di origine professionale, pur se sia accertata la concorrenza di agenti patogeni extralavorativi (comprese condizioni predisponenti di ipersuscettibilità individuale) dotati anch’ essi di idonea efficacia causale, senza che sia rilevante la maggiore o minore incidenza nel raffronto tra le concause lavorative ed extralavorative.
In caso di sospetto di malattia professionale qualunque medico è obbligato a rilasciare certificato ai fini dell’obbligo di denuncia e a trasmetterlo per via telematica all’INAIL e al Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’ATS (Art. 139 e 251 DPR 1124/1965). La trasmissione della denuncia all’ATS vale ad ottemperare l’obbligo di referto di cui all’art. 365 del Codice Penale.
La prevenzione
I metodi di misura delle condizioni espositive per le patologie della spalla (OCRA, RULA, ACGIH) possono essere utili nel monitorare il miglioramento delle azioni di prevenzione ma, per l’arbitrarietà dei presupposti, l’elevata variabilità della misura, la diversità degli output utilizzati, indici di riferimento proposti non posseggono sufficiente valore predittivo9,10 per escludere il rischio se non per valori estremamente bassi.
Per la prevenzione delle patologie della cuffia dei rotatori si devono raccomandare comportamenti che riducano la frequenza dei movimenti del braccio con opportune pause e la riduzione del peso dei carichi movimentati. Altrettanto importanti sono le azioni di organizzazione spaziale delle attività che consentano di evitare azioni a braccia sollevare oltre il livello della spalla.
Le azioni di prevenzione non possono prescindere dall’educazione, formazione e, nel caso delle maestranze, dal loro addestramento.
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Bibliografia
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2. Atsushi Yamamoto 1, Kenji Takagishi, Toshihisa Osawa, Takashi Yanagawa, Daisuke Nakajima, Hitoshi Shitara, Tsutomu Kobayashi. Prevalence and risk factors of a rotator cuff tear in the general population. J Shoulder Elbow Surg. 2010 Jan;19(1):116-20.
3. Linee guida SICSeG – Il trattamento chirurgico delle rotture della cuffia dei rotatori in età adulta. Giornale Italiano di Ortopedia e Traumatologia. 2021;47:6-25.
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9. Esa-Pekka Takala, PhD, Irmeli Pehkonen, MSc, Mikael Forsman, PhD, Gert-Åke Hansson, PhD, Svend Erik Mathiassen, PhD, W Patrick Neumann, PhD, Gisela Sjøgaard, PhD,6 Kaj Bo Veiersted, PhD, Rolf H Westgaard, PhD, Jørgen Winkel, PhD. Systematic evaluation of observational methods assessing biomechanical exposures at work. Scand J Work Environ Health 2010;36(1):3–24
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